Messaggio dei Vescovi delle Marche

Ripartire da Cristo per essere testimoni dell`amore nel popolo con San Giuseppe da Copertino

IV CENTENARIO DELLA NASCITA SAN GIUSEPPE DA COPERTINO – Osimo 18 settembre 2002-31 dicembre 2003

 

   Noi Vescovi delle Marche accogliamo con gioia la bella notizia delle solenni celebrazioni programmate in Osimo per la ricorrenza del IV centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino (1603-2003). L’Anno Santo recentemente celebrato ha abituato il popolo di Dio a vivere e gustare il dono dell’Indulgenza, che è espressione di perdono, di misericordia, di grazia e d’impegno di carità verso i poveri; saranno perciò numerosi i fedeli della nostra regione ad accorrere al Santuario-Basilica di San Giuseppe in Osimo, ove sono custodite le sue insigni reliquie, per accogliere l’Indulgenza concessa dalla Sede Apostolica.
La santità è la scelta prioritaria indicata dal Santo Padre per i cristiani all’inizio dei nuovo millennio e Giuseppe da Copertino è mirabile modello di santità.
Egli è vissuto quindici anni in Assisi, per breve tempo a Pietrarubbia e Fossombrone, infine gli ultimi sei anni della sua vita in Osimo. Trascorse lunghe ore delle sue giornate nella contemplazione di Gesù Crocifisso e, guardando il suo Volto divino, percorse i sentieri della santità in comunione con Dio e con i fratelli: la preghiera lo accese d’amore verso il prossimo. Questa sua testimonianza straordinaria di preghiera diventa invito efficace per tutti noi, presi dalla corsa della vita, a ritrovare nel quotidiano un tempo prolungato per il Signore, per incantarci davanti a Gesù Crocifisso e Risorto e lasciarci riempire del suo amore.
Temprato dalla preghiera, Giuseppe da Copertino diventa adulto nella fede e percorre la sua Via Crucis di segregato e pellegrino offrendo conforto, consolazione, consigli a quanti hanno la grazia di poterlo incontrare e di dialogare con lui.
Le estasi prolungate durante la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia riempiono di gaudio il suo cuore; egli le giustifica così: “Le persone che amano Dio sono come gli ubriachi che non stanno in sé e perciò cantano, ballano e fanno cose simili”.
Il vivere in intima comunione con Dio porta Giuseppe da Copertino a vincere la tentazione della tristezza e a respirare la speranza, invitando i confratelli a cantare le lodi del Verbo Incarnato.
Splendido il suo esempio di fraternità, modellata sull’amore di San Francesco: amore gratuito e reciproco nella molteplicità di tanti gesti nei rapporti con i fratelli. Ai nostri giorni Giuseppe da Copertino è anche invocato dai giovani in procinto di affrontare gli esami, che egli ebbe a superare per evidente grazia del Signore. Il disagio esistenziale diffuso tra i giovani e provocato dalla mancanza di senso e di riferimento profondo a Dio, trovi in Giuseppe da Copertino una cura efficace che possa guidare le nuove generazioni a Gesù Cristo, luce e sale che dà gusto alla vita.
Partecipando alle celebrazioni le nostre comunità ritrovino un’attenzione particolare alla santità e ai santi. I santi sono quei nostri compagni di viaggio che ci rendono Dio più vicino, perché nella loro umanità brillano più intensamente i segni dell’umanità piena di Gesù.
Anche nella vita di Giuseppe da Copertino il Volto e la Parola di Dio hanno risuonato provocanti e convincenti.
Vivendo intensamente questo anno ci sentiremo più immersi nell’amore di Dio, saremo protagonisti entusiasti della nuova evangelizzazione nella nostra Regione, “volando” verso il Signore e verso tutti i nostri fratelli.
A tutti l’augurio di accogliere nella gioia e nella pace questo evento di chiesa e la nostra corale benedizione.