LA SPIRITUALITA’ EUCARISTICA DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO

Il 1600, secolo di grandi prove per l’Europa, era da poco iniziato e, mentre la Chiesa conosceva il sopravvento politico del protestantesimo e delle sue eresie con la disobbedienza alla Chiesa visibile, la libera interpretazione della bibbia, la negazione della reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, l’oscuramento del culto della Vergine e la lotta alle immagini dei santi, la Provvidenza esaltava le doti mistiche di un umile francescano, fra Giuseppe Desa da Copertino, sino a farlo salire agli onori degli altari annoverandolo così tra i gloriosi santi esemplari del cattolicesimo.

Povero, malato, sfortunato, inadatto ad ogni mestiere, capace appena di leggere e scrivere, viene portato miracolosamente al sacerdozio: avrebbe mostrato al mondo la realtà, la potenza e la fecondità dell’Eucaristia, canale essenziale della grazia santificante.

Questo frate fuori da ogni schema, che dell’Eucaristia, da lui chiamata con amabile voce dialettale “lo Pecoriello”, avrebbe fatto la vita della sua vita, raggiunge in breve tempo, con l’assidua preghiera, i digiuni e l’austerità della vita, le più alte vette dell’ascesi e delle virtù.

Sino agli ultimi istanti della sua vita fra Giuseppe Desa da Copertino, il venerato santo dai mistici voli e il protettore degli studenti, continuerà il suo atto di amore verso il Corpo Mistico, perché l’Eucaristia, diceva “era una delle maggiori consolazioni che poteva avere in questo mondo”.

SAN GIUSEPPE LODA IL SANTISSIMO SACRAMENTO

Canzoncina al SS. Sacramento

M’insegnò una canzoncina spirituale pochi giorni prima da lui composta, come suole farne dell’altre mentre sta in fervori maggiori:

Hostia in cui si contiene

ogni contento,

Sacramento che appaghi ogni desio,

Pane celeste, unico alimento,

unico bene de lo core mio.

Ti benedico mille volte, e cento,

e lodo il nome tuo unico, e pio.

Lodato sia il Santo Sacramento,

e sempre viva la Madre di Dio.

(R. Nuti, Vita del servo di Dio Giuseppe da Copertino)

Nell’Ostia Sacra vede Gesù Cristo

“Mi raccontò alcune cose intorno al SS. Sacramento: stando al suo paese, mentre si facevano l’orazioni delle 40 Ore, egli, mirando verso la Sacra Ostia vidde come in un sole Gesù Cristo in forma di Bambino che gettava raggi come se fosse dentro una nuvola. Et essendo uscito da quel luogo, egli per quella veduta restò senza lume e diceva alli suoi: Tenetemi, perché io ho perduto la vista! E così restò senza vedere per lo spazio di due ore”. (A. Rosmi, I Diario, Aprile 1646)

Ostia come una veste

“Similmente che più volte vede l’Ostia Sacra come una veste dove sta poi dentro ricoperto il Signore nostro”. (A. Rosmi, I Diario, Aprile 1646)

Vede con la mente Gesù Cristo resuscitato

“Nell’alzare l’Ostia Sacra si sentiva anche egli tirare, l’anima sua vedeva Gesù Cristo resuscitato”. (A. Rosmi, I Diario, Aprile 1647)

VISIONI EUCARISTICHE DI S. GIUSEPPE

Vede l’istituzione del SS. Sacramento

“Ha veduto in questi giorni santi li misteri tutti che successero nel tempo della Passione di Nostro Signore, a punto all’ore medesime e fin che durava il tempo nel quale succedevano, vedeva con gli occhi della mente quelle cose e non altre… Vide che giunti poi in Gerusalemme s’ordino la cena et ad un ora di notte si cominciò… Gesù Cristo pigliò l’acqua e la pose nel catino e…andò per primo a lavare li piedi di Giuda… Di poi andò verso Pietro…Di poi istituì il Santissimo Sacramento alle quattro ore, e questo fu il punto principale di tutte le operazioni di Gesù Cristo Signor Nostro per lasciare il mistero della fede nel mondo”.

Invece del cibo che dava la morte

ha istituito questo che da’ la vita

“Notiamo, diceva, come Gesù Cristo invece di quel cibo vietato nel terrestre paradiso che dava la morte, ha istituito questo Cibo Sacramentato dell’altare al quale egli stesso invita tutti e dà poi la vita della grazia, sì come dice: Questo è il Pane disceso dal Cielo, affinché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna, della quale è figura e pegno. E se uno lo riceve ancora in peccato mortale, ma però ciò non conoscesse, in virtù di questo cibo gli verria scancellato”.

Gesù Cristo parla spirito a spirito core a core in questo Sacramento

“E soggiungeva: Gesù Cristo quando stava sulla terra era veduto faccia a faccia et allora non v’era così gran merito a chi in lui credeva e lo vedeva e lo sentiva parlare, ma ora v’è un merito singolare mentre non si vede e si crede che stia, come sta, in questo mirabilissimo Sacramento dove la Maestà Sua non parla faccia a faccia ma core a core, spirito a spirito, e questo è il gusto d’un anima divota”. (A. Rosmi, I Diari, Apr-Mag 1646)

SAN GIUSEPPE E L’ESTASI EUCARISTICA

Estasi nel rompere l’Ostia Sacra

Quando fu al memento dei vivi incominciò a tremare e si appoggiò sopra l’altare con le braccia per buon pezzo fregandosi gli occhi e la faccia, d’onde si vedeva che cercava di levarsi dal pericolo dell’estasi, e perché si sentiva sollevare fece gran stento la Levazione, di poi giunto alla cerimonia di rompere l’Ostia non pareva che la potesse rompere, perché la voltava un poco da una parte et un poco da un’altra, e di poi spezzata, e posta l’ultima parte dentro il calice, diede uno strillo e restò così in estasi con gli occhi verso il Santissimo Sacramento, come se fosse una statua. E questo avvenne perché l’anima di lui vedeva come la Divinità del Verbo si univa alli sangui purissimi della Beata Vergine, e mi disse che quell’Ostia sacra gli pareva fosse di ferro tanto appariva dura e difficile da rompersi, e mi soggiunse che egli si fosse sentito qualche scrupolo nell’anima sua di qualche peccato, benché minimo, averia creduto fosse da quello proceduto la difficoltà di rompersi di detta Sacra Ostia.

Rosmi, I Diari, Aprile 1646)

SAN GIUSEPPE E LA VERITA’ EUCARISTICA

Vede li peccati delle genti nella Comunione

Di più che quando comunica delle persone, gli fa Dio vedere di quelle ch’hanno più volte offesa Sua Divina Maestà e che anche l’hanno da offendere per il tempo da venire, ed egli si affligge grandemente per questo fatto et ammira l’infinita bontà del Signore nostro che non resta d’andare nella bocca di chi offeso e l’ha da offendere.

Come Gesù Cristo va nel cuore di chi si comunica

Mi disse che quando uno senza devozione si comunica, Gesù Cristo entra nella bocca di quello, ma poi subito se ne ritorna in cielo, ma quando uno lo riceve devotamente subito se ne va nel core di quello. Et in progresso di ragionamento dissemi che egli, quando riceve l’Ostia Sacrata, donde faceva argomento essere senza fallo egli uno di quelli nel cuore dei quali va a dimorare Gesù Cristo con sua delizia.

(A. Rosmi, I Diari, Aprile 1646)

SAN GIUSEPPE E L’UNIONE EUCARISTICA

Celebra l’Eucaristia alla presenza di un eretico

Mi raccontò circa la fine del mese di aprile di questo anno 1651 che alcune settimane prima era stato da lui il terzo genito del Duca di Sassonia che si trattenne per alcuni giorni nel Sacro Convento. Questo era eretico e per discendenza fautore di Lutero… Detto signore andò una mattina ad ascoltare la Messa di detto Servo di Dio, che non lo sapeva, e quando ebbe consacrata l’Ostia questa gli uscì dalle mani e si ritirò nell’ultima parte del corporale, onde egli ebbe un ratto all’indietro e di poi di ratto ritornando all’altare non poteva quasi pigliarla per alzarla, onde li venne un gran pianto e conobbe in spirito ciò derivare per essere ivi presente un eretico…

“Accomodare la grotticella del nostro cuore”

… Così bisogna fare fratello: lasciare il mondo, continuare l’orazione et accomodare la grotticella del nostro cuore et offerire a Gesù Cristo l’intelletto, la memoria e la volontà, chè vedrai e goderai con la bocca e con il cuore nel Santissimo Sacramento dell’altare, e quando la Maestà Sua entrerà nel tuo cuore e tu dirai: Signore, ecco la mia volontà, deh chiamala!, et anco tutti li miei sensi avanti a te, Signore. Caccia via la superbia, la vanagloria e tutti li miei appetiti sensuali perché dove sei tu, Signor mio, non ci ponno abitare i tuoi nemici, mentre che io da me stesso, senza l’aiuto tuo, non li posso discacciare. Amen

(A. Rosmi, III Diario, 1640-51)